LA NOSTRA STORIA

Anno 1929 – Il gruppo con il nuovo gagliardetto – Sotto il capogruppo Modolo Antonio

Il capogruppo Modolo Antonio
“La nostra lunga storia” ha inizio negli anni 20 del secolo scorso allorché alcuni reduci alpini, che avevano partecipato alla Grande Guerra, si staccarono dall’appartenenza di Sacile e decisero di trovarsi per dare vita ad un gruppo alpino autonomo nel comune di Polcenigo.
La scissione da Sacile prese piede ottenendo sempre più ampi consensi fintantoché nell’anno 1924 si ritrovarono in un folto gruppo i reduci che costituirono l’embrione del Gruppo Alpini di Polcenigo, che venne poi ufficializzato nel 1929 con la consegna del gagliardetto. Capogruppo venne nominato l’alpino Modolo Antonio classe 1888, medaglia di bronzo e croce di guerra al valor militare nonché nomina ad aiutante di battaglia conseguita sul fronte, che già da cinque anni aveva praticamente gestito l’embrione iniziale del gruppo. Il gruppo, memore di tutti i caduti del conflitto venne intitolato a Modolo Vittorio, classe 1892, caduto sul Zellenkofel (alta valle del But) in data 8 luglio 1915 e decorato di medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: “Assumeva il comando di un gruppo di compagni durante una sorpresa tentata dal nemico e li incoraggiava con l’esempio a resistere. Moriva da prode al grido di Savoia”. Del gruppo, durante i suoi primi lustri di vita, non si conosce granché in quanto non esistono o sono andati perduti, nelle remore del tempo, registri, documenti ufficiali od altro che ne attestino le attività svolte, Il gruppo rimase comunque attivo sotto la guida di Modolo Antonio durante tutto il periodo fascista e cessò nel 1940 a causa del secondo conflitto mondiale.
Del gruppo si sa con certezza della sua partecipazione all’adunata nazionale avvenuta a Napoli nell’anno 1932 durante il ventennio fascista.

Alpini di Polcenigo all’adunata di Napoli nel 1933 – al centro il capogruppo Modolo Antonio

Il capogruppo Fantin Domenico 1946 – 1958

Alcuni mesi dopo la fine del secondo conflitto mondiale, nel 1946, l’alpino Domenico Fantin (al centro della foto a lato scattata il 5 giugno 1957 a Cima Manera) coadiuvato da alcuni veci e da reduci della seconda guerra mondiale riallaccia i rapporti a suo tempo interrotti e ricostituisce il gruppo restandone alla testa fino alla sua morte avvenuta nel 1958. Al suo decesso, non avendo trovato un successore carismatico che fosse capace di proseguirne il decorso, il gruppo si sciolse. Anche di questo periodo non si hanno notizie precise in quanto non si è riusciti a reperire della documentazione certa su numero di iscritti od attività effettuate. Dopo due lustri di oblio alcuni “veci” con altri reduci della seconda guerra mondiale ed alcuni nuovi “bocia”, freschi di naja, decisero di far risorgere il gruppo affidandone la conduzione al capogruppo Serafin Costantino, classe 1944, sottotenente di complemento della Julia 8° reggimento alpini iscritto all’A.N.A. dal 1966. Sotto la guida di Serafin Costantino (capogruppo dal 1968 al 1979) il gruppo ha cominciato a dimostrare il suo vero carattere e, forte di circa 150 iscritti, ha iniziato a muoversi alla maniera alpina. La prima cena sociale del 4 gennaio 1969 presso il ristorante da Angelina a Gorgazzo ha visto la partecipazione di una sessantina di soci.
Il periodo trascorso sotto la guida di Serafin è stato caratterizzato, oltre che da un notevole impulso nel numero degli iscritti al gruppo, dal catastrofico terremoto che nel maggio 1976 ha colpito la nostra regione. Il gruppo si è sin dall’inizio prodigato per essere presente nei luoghi di maggior necessità e Venzone e Cavasso Nuovo sono stati i comuni che hanno visto all’opera i nostri alpini sia nei giorni dell’emergenza che nei successivi mesi della ricostruzione.
Il capogruppo Serafin ha “passato la stecca“ nel 1978 al Dott. Gianni Tizianel, classe 1947, sottotenente del 3° Reggimento di artiglieria alpina Brigata Alpina Julia.
Il neo eletto capogruppo è riuscito
subito ad imporsi carismaticamente alla guida del gruppo ed ha subito risolto delle diatribe che erano emerse all’interno del gruppo.
Alcuni “veci” che erano l’anima conservatrice di tutte le attività del gruppo (pressoché nulle salvo l’intervento durante il terremoto in Friuli) andavano ridimensionati e veniva dato spazio a dei “bocia” che volevano fare del gruppo qualcosa di attivamente vivo nel contesto della presenza tra la popolazione residente. Il sottotenente Tizianel Gianni, poi promosso a tenente e quindi a capitano nella riserva, è rimasto alla guida del gruppo per 25 anni; fino al 2004. In questi cinque lustri il gruppo è cresciuto come forma mentale dell’operare in modo collettivo dando ampia autonomia a coloro che avevano voglia di fare.
Le attività programmate e portate a termine sono state molte e gli impegni profusi dai singoli alpini, aggregati ed amici degli alpini raggruppati in squadre di lavoro sono stati esemplari sia come serietà dei lavori svolti sia come carattere coagulante tra i vari soggetti provenienti da diverse estrazioni sociali e professionali e ne sono di palese esempio le opere di ripristino realizzate in montagna con la riapertura di sentieri di accesso, la ristrutturazione in Busa Bernart con le sue casere a 1.250 msl. e divenute punto di riferimento per alpini ed escursionisti.

Il ricovero del Beor a ca. 800 metri di quota sul sentiero di accesso alle casere e, dulcis in fundo, in pianura, la costruzione della nuova sede del gruppo a Coltura e la sua inaugurazione avvenuta nel 2004 unitamente alle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario del gruppo. Attività sportive come la “Marcia della Penna”. L’allestimento di una biblioteca del gruppo con una notevole disponibilità di testi (alcuni dei quali ormai introvabili). L’idea di un nuovo modo di comunicare con gli iscritti ed ecco l’edizione del notiziario “La casera”, redatta da Tizianel Franco già dal lontano febbraio2000 con il numero “0”; uno dei primi gruppi in sezione ad avere un proprio organo di informazione anche con i soci non partecipi alle attività del gruppo. Però l’artigliere alpino capitano Gianni Tizianel non si è fermato solo alle attività intrinseche del gruppo, ha sposato la signora Lucia, è diventato padre di due adorabili figli, Maria Elena e Paolo, ha partecipato con la protezione civile alpina alla missione di pace in Kossovo in favore delle popolazioni colpite dalla guerra civile che ha portato alla disgregazione dello stato jugoslavo e si è professionalmente formato fino a ricoprire incarichi di responsabilità in ambito sanitario. Alla fine, minato da un male incurabile e lasciate le redini del gruppo, ha trascorso l’ultimo periodo della sua esistenza accudendo la sua cucciolona di pastore tedesco Luna ed addestrandola nella ricerca di persone nel Gruppo Cinofilo della Protezione Civile della Sezione ANA di Pordenone. Gianni è “andato avanti” il 3 giugno 2010.

Il capogruppo Gianni Tizianel riceve una targa a ricordo dei suoi 25 anni alla guida del gruppo
L’assemblea dei soci tenutasi il 10 dicembre 2004 accettava all’unanimità le dimissioni di Gianni da capogruppo comprendendo a fondo le motivazioni che lo avevano costretto alla rinuncia della carica e pure all’unanimità eleggeva il sergente alpino Scarpat Roberto, classe 1946, alla carica di capogruppo. Roberto, già segretario con il capogruppo Costantino Serafin e nei primi anni del capogruppo Gianni Tizianel, ha continuato, seppure con qualche lieve modifica, a seguire la traccia già impostata dai suoi predecessori. Benevolmente irruento nel suo approccio diretto si è trovato a dover gestire un’eredità piuttosto pesante in quanto ha dovuto ricompattare il gruppo creando nuovi motivi di crescita visto che le fasi degli impegni edili si erano concluse sia in montagna che in pianura. Ecco quindi il gruppo impegnato con la 31^ adunata sezionale svoltasi a Polcenigo l’11 ed il 12 giugno 2006.
Ecco quindi il riscoprire le gite sociali. Ecco nel 2009 la celebrazione dell’ottantacinquesimo del gruppo con la benedizione del nuovo gagliardetto ed il cippo a ricordo di “Tutti coloro che sono andati avanti” con il suo contorno di pennoni, di simboli delle unità alpine e di una fontana scolpita in un blocco di bianco calcare. Ecco, in una giornata di tripudio per il gruppo, la piacevole sorpresa della visita del Presidente Nazionale Alpino Corrado Perona. Ecco nella nostra sede Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Ovidio Poletto durante la sua visita pastorale alle parrocchie della diocesi di Concordia. Ecco il Vescovo a celebrare l’officio religioso in Busa Bernart con il raduno del gruppo del 1° maggio. Ecco la partecipazione del gruppo alla giornata dedicata alla raccolta alimentare. Ecco i cenacoli invernali per riscoprire i gusti del passato. Ecco la nostra sede come supporto ai bambini residenti per festeggiare i loro compleanni. Ecco l’impegno con il pranzo di Natale per gli anziani del comune. Ecco nuovi lavori per rendere la casera più agibile ed utilizzabile con maggior sicurezza. Viene fatta la soffittatura in legno nascondendo così alla vista gli antiestetici travi in cemento, viene smantellato il vecchio impianto di illuminazione alimentato a gas e sostituito con un impianto elettrico di illuminazione alimentato con un generatore di corrente. Ecco l’ampliamento della parte posteriore della sede con la costruzione di uno spazio coperto da utilizzarsi per le necessità della cucina e come ulteriore magazzino per le varie dotazioni del gruppo.

Il gruppo nell’80° anniversario della sua fondazione


